venerdì 27 settembre 2013
Sei stato bravo a renderti libero?
La nostra volontà di combattere per la libertà è messa alla prova fin da bambini.
Tu? Sei stato bravo a renderti libero?
Quando nasciamo ci sono i genitori che ci suggeriscono cosa è bene e cosa è male, o almeno ci provano.
E' anche giusto che lo facciano quando non si ha la capacità di intendere e volere.
Ma comunque è una sorta di monopolio che subiamo.
Se tuo padre è juventino, spesso diventi juventino.
Se i tuoi genitori sono cattolici farai pure la cresima oltre la comunione.
È poi ci sono i giudizi.
Tutti pronti a scannerizzarti e tu devi stare attento a non farti manipolare la vita dalla paura del giudizio.
Se andrai male a scuola gli insegnanti penseranno che nella tua famiglia qualcosa non gira nel verso giusto.
Se avrai tutti 10 sarai considerato un secchione che non sa divertirsi, di quelli pallosi.
Se hai 5 ma ti comporti bene allora sei intelligente ma non ti applichi.
Nessuno ti chiede se vuoi fare religione. Lo fai e basta. Perché devi avere un credo Religioso. Un pastore da seguire. È soprattutto perché tutti gli altri lo fanno e i tuoi genitori non vorranno che ti considerino ateo o peggio ancora di un'altra religione.
Poi cominci a diventare grandicello e fare le prime uscite con gli amici.
Se i tuoi sono benestanti avrai sicuramente una compagnia di figli di papà nonché figli di amici del tuo papà.
Se tuo padre coma indirizzo ha avuto spesso quello di regina coeli allora quasi sicuramente non brinderai con caviale e champagne, almeno che non sia stato molto bravo a fare soldi prima di cambiare ubicazione civica e mi sbilancio a dire che sicuramente sarai un po' chiacchierato.
E comunque, in qualsiasi di queste situazioni famigliari ci troviamo sempre a dover dimostrare che noi non siamo il prolungamento di nessuno.
Al diavolo le chiacchiere. Al diavolo gli obblighi che ci vengono imposti. Al diavolo i luoghi comuni, i pensieri e i pagliacci.
Poi arriva il momento di votare e purtroppo cominci a capire qualcosa del mondo e di come gira.
Sei maggiorenne, credi che ora puoi fare tutto ciò che vuoi, libero da ogni imposizione, non fai in tempo a pensare che sei il "re di te stesso" e ti arriva la schede elettorale. Allora cominci da subito a nutrire i primi dubbi se sei veramente tu il padrone della tua esistenza.
E ti accorgi:
Che il Dio che ti hanno fatto studiare è il padrone del cielo.
Che i politici che ti propongono di votare sono i padroni della terra.
Che i tuoi, visto che non puoi permetterti di vivere da solo, sono ancora i padroni di casa.
Che le chiese sono fatte con i soldi dei poveri e le preghiere dei ricchi e ti accorgi che quel pastore Che ti avevano fatto conoscere a religione è molto più umano di quanto non credevi....
Poi arriva il momento della scelta. Università o lavoro?
Ma si dai...proviamoci.
A cosa ti iscrivi?
Un elenco incomprensibile di facoltà ti inonda la testa ma tu scegli quella che senti piu adatta a te.
E sbagli. E te ne accorgi solo quando stai scrivendo la tesi. Perché studiando impari tante di quelle cose che ti rendi conto di quanto siamo stati, siamo e saremo presi in giro. Che non siamo padroni di niente. Scopriamo che siamo liberi nello scegliere cosa fare, ma ci viene sempre in qualche modo impedito.
Impedito dalla società e il suo malpensare, dal governo e il suo malgestire, dalla chiesa e il suo rubare. Dalla mentalità della gente che continua a vivere nell'ignoranza. Che continua a credere che domani sarà meglio ma intanto non fa un cazzo per far sì che domani lo sia davvero.
E intano la gente diventa sempre più frustrata, insofferente e anche tu, che eri partito con le migliori intenzioni di poter cambiare nel tuo piccolo qualcosa di questo mondo; ti prendono per sfinimento, getti la spugna.
Segui la regola del mondo e tiri acqua al tuo mulino.
Scegli un lavoro in nero così lo hai assicurato. Oppure hai una testa da fisico nucleare ma devi andare a lavorare all'estero perché scopri che per merito qui non è mai stato assunto quasi nessuno.
Ma nonostante tutto ti senti libero.
Libero di scegliere.
Libero di pensare.
Di rivendicare i tuoi diritti.
Ma quanto ci sentiamo veramente liberi, e quanto lo siamo davvero?
Se ci sentiamo liberi nell'anima e nella testa, lo siamo veramente all'interno di una comunità? Di una società come questa?
Un conto è sentirsi liberi, un conto è esserlo veramnete.
Ma come disse qualcuno...basta il pensiero!
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