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mercoledì 4 giugno 2014

Ritrovarsi

Ritrovarsi è aver camminato lontani nello stesso cortile,
è essere andati avanti divisi nella stessa direzione.
Ritrovarsi è non essersi mai persi.

martedì 18 febbraio 2014

Paracadute



Il "per sempre" detto con cognizione di causa, 
quindi dopo aver passato la prima fase dell'innamoramento
è senza dubbio quello più "reale", "vero".
È un po come lanciarsi dal paracadute, farsi cullare dal vento.


Il primo lancio è adrenalinico, 
ti senti al di sopra di tutto, in ogni senso.
Le emozioni sono fortissime, sai che stai volando.
Il vento ti avvolge di mille emozioni, diventi aria e immenso

Ti vive e ti scuote, sei in caduta libera.
Ti lasci trasportare, persa
in un turbinio di emozioni,
ti senti come non ti sei mai sentita, diversa.

Passati i primi due lanci
e compreso quindi il tipo di reazioni
ti trovi a predere una decisione:
continuo o 
volevo solo provare quel tipo di emozioni?

Ecco cosa penso, 
l'amore è come lanciarsi dal paracadute e lasciarsi cadere,
se lo fai solo per un breve tempo
è solo bisogno di provare qualcosa di più, e non vero amore

Se invece continui 
allora è "per sempre", 
è perchè lo senti tuo.
perché è davvero importante.

Lo hai conosciuto, 
ne hai compreso i pericoli e la grande bellezza,
i pro, i contro, il tempo dedicato,
consapevole che non puoi stare senza.

Per sempre.

Andarsene così




Così,
è diventato ciò che vuoi 
trasformando i miei giorni,
in qualche cosa che non so, non saprei
dire ora.

Eh si,
è diventato più cattivo
decisamente meno buono,
per un rancore che io ho, ma non vorrei.

E va, via...
urlano mute dentro il cuore
frasi mai dette e soffocate,
parole che io non dirò, che non direi.

E va, va via...
portati appresso il mio ricordo
a me non serve e starò meglio
lasciando dietro ciò che ero, o che non siamo
stati noi.

Andarsene così
come tutto è cominciato
adesso tutto si è fermato
a terra pezzi di orologio, che butterò
perché lo vuoi.






Il coraggio di cambiare





Molte persone sostengono piacergli i cambiamenti,
ma molte di loro lo dicono per nascondere la loro staticità
perché non ne hanno mai avuto il coraggio.
Pochi di loro hanno trasformato la loro realtà.

Vivono aspettando il week-end, identico agli altri week-end,
insoddisfatti della famiglia, del lavoro e di loro stessi
cambiando solo ciò che invece dovrebbero tenere
credendo di sentirsi liberati dai propri tormenti.

Si rassicurano che prima o poi arriverà il momento,
lasciano passare il tempo, circondati dalla stessa gente,
questo gli dà sicurezza e gli alleggerisce il cuore
sicuri che prima poi qualcosa cambierà veramente.

Aspettano che qualcosa cambi
ma nulla cambia se non si fa nulla per cambiare
aspettare, sostenere, idealizzare e parlare
non è certo un cambiamento, è solo sperare e sognare.

Io so cosa vuol dire cambiare vita,
so cosa vuol dire scelta, lanciarsi in un momento
so cosa vuol dire cambiare strada, cambiare tutto,
so cosa vuol dire lanciarsi, “cambiamento”.

Non è questione di possibilità o di tempo
né di persone giuste o occasioni o di opportunità.
È una questione di forza e coraggio di idee,
di ciò che si vuole, di sicurezze interiore e di capacità.

Chi vuole cambiare non lo dice, non ne parla sempre,
come una margherita che nasce sull’asfalto
segue l’istinto, trova il modo, una via
non si cura del resto, le basta il suo coraggio.

sabato 21 dicembre 2013

Indifferente


Quando mi trovo davanti un persona
cerco un confronto per cercare di conoscerla.
Non sono propensa a frettolosi giudizi,
e credo che chi giudica in 5 minuti
o è sciocco lui o lo è il suo giudizio.

Poi ci sono le sensazioni,
quelle cosiddette "a pelle",
che poche volte mi hanno tradito
ma è anche vero che altre 
mi sono dovuta ricredere.

Ho incontrato molte persone 
con le quali ho dovuto passarci del tempo
solo per circostanze.
Amica di un amico, cugini di un'amica,
amici del partner ecc ecc...
Alcune mi sono state del tutto indifferenti.
Altre le ho trovate noiose.
Con altre mi sono divertita.

Essendo una persona curiosa
è brutto segno quando 
con una persona parlo poco.
Vuol dire o che mi annoia a morte, 
o che i suoi discorsi non mi interessano
o che mi sa indifferente.

Odio chi ripete sempre le stesse cose
chi mi interrompe mentre parlo.
non mi piace chi non scherza, i musoni,
i nevrotici, i lunatici.
Le persone che si vede che fanno del tutto
per stare al centro dell'attenzione.
Che non sono magnetiche,
quindi non gli viene naturale intrattenere.
Cosa che invece spesso viene bene a me.
Intrattenere i miei amici intendo,
e lo faccio involontariamente.

Ma non giudico.
Mi limito a sbuffare qualora dovessi riuscirci.
Punto i piedi a volte,
per non vedere determinate persone
ma solo se la cosa non la tollero proprio.

E a dire la verità.....
non sono molte le persone che reputo interessanti.
I miei amici lo sono tutti interessanti. 
Ognuno a modo suo.
Apparirò boriosa ma poche persone
sono state capaci di catturare la mia attenzione.

Quindi, 
non te la prendere 
se non ti riporto i miei saluti,
se non sprizzo allegria da tutti i pori
se ti incontro.

Significa solo che mi sei 
indifferente o noiosa.
Quindi non sforzatevi.

mercoledì 13 novembre 2013

Hai mai visto un'alba?


Hai mai visto un'alba
dopo un lungo periodo di torpore,
dopo tanto tempo passato a dormire, 
o passato tra mille tramonti e tormenti?
È bellissima,
se solo ti fermassi un attimo a osservarla
lasciando indietro solo per un minuto
le cose che reputi prioritarie nella vita di tutti i giorni.

Hai mai visto un tramonto,
da solo dalla cima di un colle,
mentre il cielo piano piano si fa scuro?
Ma quante stelle ci regala il cielo?
È bellissimo,
ma non potresti dirlo con certezza
perché la giornata è stata una corsa
e devi ancora correre per l'aperitivo prima della palestra.

Hai mai visto un arcobaleno,
dopo cento giorni passati ripiegato su te stesso
tra pioggia, lacrime e stress?
Di quanti colori è?
È meraviglioso,
ma non hai mai contato veramente i colori
perché mentre lui spuntava tu stavi in macchina
e non avevi tempo di fermarti.

Dimmi, hai mai visto un'alba?

domenica 10 novembre 2013

Io e me


C'ero una volta io,
la bambina dai mille pensieri felici,
fantasie di castelli volanti e unicorni.
Storie che mi assomigliavano molto.
Uno dei miei pensieri felici
se ne è andato via
quando ho cominciato a capire
che i miei genitori non erano così perfetti
come avevo sempre creduto.

C'ero una volta io,
da adolescente e dai mille desideri,
mondo da scoprire e voglia di fuga
mi sentivo grande ma ero solo una ragazzina.
Un altro dei miei pensieri felici
se ne è andato via
quando ho cominciato a capire
che ero troppo grande per credere agli unicorni
ma troppo piccola per scegliere di volare via.

C'ero una volta io,
la ragazza dalle tendenze strane
che non pensava ad altro 
che andare alla disco e fare tardi.
Le discoteche mi somigliavano molto
piene di divertimento, vuote di contenuti.
Perfette per una persona
che si vuole solo divertire.

C'era una volta io,
un po più cresciuta
Le mie migliori intenzioni
se ne sono andate via
quando le mie aspettative sulle persone 
sono state disilluse
Allora ho cominciato a capire
che la gente ha i suoi momenti
ogni cosa ha il suo momento
e la conferma l'ho avuta quando
alla radio non davano più
la mia canzone preferita
perché era passata di moda.

Ma la stranezza è che
nonostante io sia disillusa
su molte cose,
provando dolori e realtà indesiderate,
mi sento più bambina ora
di quando ero adolescente.
Con quella leggerezza di cuore
che hai o quando sei bambina
o quando accetti che tutto cambia
e nonostante tutto rimani serena.

E si può, perché Io sono cresciuta
ma dentro sono rimasta me.
Quindi andiamo a fare due salti
in discoteca o a cavallo di un unicorno,
per me è uguale.
Basta che ci sono, io e me.

sabato 9 novembre 2013

I cacciatori di speranza


Suona l'allarme.
Oh,
sono tornati ancora.
Loro non dormono mai,
fino a quando non sono sicuri
di averti fatto perdere il sonno.
Loro cercano sempre
di non farti trovare alcuna risposta
per questa situazione.

C'è chi li chiama demoni,
chi fissazioni
Io li chiamo i cacciatori di speranza.

Loro fanno le crociate nella tua testa
e risiedono nel tuo cuore.
Loro arrivano quando ti ostini a sperare.
Quando non vuoi consegnarti 
alla rassegnazione.
Sarebbe come accettarlo,
e a volte non si è pronti.

Loro ti perseguiteranno
fino a quando la tua mente
non sarà abbastanza lucida.
Loro riescono sempre a trovare il modo
di farti sentire anche un po' in colpa.

C'è chi finisce per soccombergli,
chi li combatte per una vita.
Io provo a renderli umani.

Se riuscissi a dare loro un volto
li renderesti mortali.
Li prenderesti per quello che sono:
riflessi di cuori spezzati
e corrotti da false speranze.
La tua realtà indesiderata.

Non combatterli.
Loro non ti lasceranno andare
fino a quando non li avrai compresi,
fino a quando non sarai pronto
a chiamarli con il loro vero nome.
Il tuo.

martedì 5 novembre 2013

Posto 1A


Benvenuti a bordo del treno 9647 di Trenitalia.
Sì, benvenuti.
Il treno corre verso Roma.
I passeggeri al loro posto
Qualcuno chatta al computer 
Qualcuno gioca con il tablet
Altri dormono.
Io vorrei dare una testata invece.
C'è una donna al posto 1A
che non dorme, non scrive, non legge.
parla al telefono da due ore.
Parla con la figlia Sara, e la rimprovera 
di non essere come vorrebbe sia.
Ripete sempre le stesse cose,
come un pappagallo.
È come ascoltare una canzone
e ad ogni fine strofa premere il rewind.
Mi snerva, mi irrita, mi incattivisce.
Mi stimola rabbia.
Benvenuta a bordo del treno dell'odio, Robi.
Lei parla alla figlia 
di come bisogna comportarsi
di come bisogna essere educati
le insegna la vita, al cellulare
sulla tratta Torino - Roma.
Spero almeno che una volta arrivati
a Termini, la figlia Sara abbia imparato
tutto quanto detto.
In quattro ore in fondo si possono imparare
un sacco di cose.
e io continuo ad odiare la madre 
che chiacchiera. Disturba.
Brutta scrofa delle buone maniere.
Lei che parla ad alta voce in carrozza
e disturba la quiete
farnetica buon senso a quella stronza di figlia
che ancora non le ha messo giù
il cellulare e mandata a quel paese.
E io non riesco a sentire nemmeno
ciò che penso.
Non riesco a concentrarmi
nemmeno su ciò che voglio fare.
Quella voce che mi entra in testa
e me la stupra.
Ci ho messo quaranta minuti a capire 
che avevo bisogno di bere.
Evidentemente il mio cervello era così
intriso e unto della sua voce odiosa
che non riusciva a mandarmi segnali.
Sono quasi a Firenze e ancora parla.
Delle stesse cose.
Con la stessa figlia.
Lurida.
Maledetta.
Mi sorprendo perché mi accorgo
che, contrariamente a quello
che ho sempre pensato di me,
anche io posso diventare violenza.
Ho voglia di alzarmi,
mettermi a sedere accanto a lei
tapparle il naso e infilarle in gola
quel succo di arancio che ha ordinato
2 ore fa e che non ha nemmeno bevuto.
Farglielo deglutire tutto di un fiato
e sentirla tossire delle sue stronzate
fino alla Capitale.
La madre che non c'è mai ma che
con una telefonata ha la presunzione
di poter compensare dieci anni di assenza.
Sono due ore che ascolto non consenziente
quindi questo ho capito alla fine.
Patetica.
Vorrei alzarmi e dedicarle un applauso.
E sono sicura che tutta la gente intorno a lei
ha gli stessi desideri miei.
Solo che nessuno osa chiederle
di chiudere quel dannato becco
farneticante idiozie.
Eccola qua, ancora chiacchiera.
Perché certe persone sono così fastidiose?
Perchè mi costringi a essere ciò che non vorrei?
Perché certe persone sono capaci
di irritarci a tal punto
tanto da volerle fare del male fisico?
Desidero stamparle un ceffone
volante stile Matrix!
Non sopporto la sua voce, non sopporto il suo tono
la sua presenza è irritante 
come una discarica sotto casa.
Per non parlare delle cose che dice.
Per come le dice.
Per quante volte le ripete.
Per quanto tempo ancora le ripeterà?
Nemmeno in galleria le cade la linea
sicuramente è connessa alla wi-fi del treno.
Maledetta teppista.
La prenderei per la camicia
alzandola da terra.
L'appenderei sull'appendiabiti
e le chiederei come si fa ad esser così schifosi.
Lurida topa di fogna
apri la bocca, fammi vedere la lingua.
fammi vedere quante cazzate hai da dire
ancora che te la taglio.
Ti fa male la schiena?
Si lamentava di questo con la figlia
e le rimproverava pure di non averla
aiutata a salire su questo treno.
Brava Sara.

Ora cambio carrozza e continuerò
ad odiarla ancora di più
perché avrebbe lei dovuto cambiare carrozza
dopo esser stata lapidata con lanci
di merendine e giornali freccia rossa.
Bottiglie d'acqua. Pezzi di sedili. Cose così.
Simpaticissima questa pesseggera.
Che culo che ho avuto.

lunedì 4 novembre 2013

Un giorno




Un giorno
Ti racconterò dove sono stata
Ciò che ho visto
e da dove provengo.

Un giorno
Ti parlerò di me
Di ciò che sono
e che sono stata.

Un giorno
Ti racconterò chi ho incontrato
Di come ci siamo conosciuti
e cosa siamo stati.

Un giorno
Ti rivelerò ciò che ho detto
Come mi sono comportata
e le conseguenze che mi hanno portato.

Un giorno
Ti racconterò una storia
Di come sono stata ingannata
e di come mi hanno pugnalato.

Un giorno
Ti mostrerò le mie stranezze
I miei vizi e i miei desideri
e di come li ho alimentati.

Un giorno
Quando ne parleremo insieme
Ti parlerò di tutto questo
e capirò chi sono.

I tamburi


Cammino per strada
Sento i tamburi
È il mio cuore che batte
O c'è una festa nei dintorni?
Suonano con un certo ritmo
Nella mia anima
Dentro di me è bum bum bum
E tutto il resto rimane fuori, svanisce

E comincia la danza 
per le vie della città 
E ogni passo è un movimento 
ogni passo è un cambiamento
La gente guarda, osserva
Gente diversa
In tutti i modi in cui si può essere diversi
E i tamburi continuano bum bum bum

La gente ascolta, si fa trascinare 
È pian piano, uno ad uno
Si cominciano a muovere tutti
La musica si diffonde per vie aeree
Contagia tutti e tutti si muovono
sullo stesso ritmo,
diversi nei movimenti 
ma uguali nel percepire
uguali nel bum bum bum

Nessuno rimane a guardare in disparte
la strada è di tutti
e tutti fanno parte della stessa strada
Tutti subiscono quel bum bum bum
Tutti ballano al bum bum bum

Un cuore spezzato è un cuore spezzato
qualsiasi sia la sua religione
un sorriso rimane un sorriso
qualunque sia il posto da dove proviene
L'amore è amore
qualsiasi sia l'orientamento sessuale
La musica è musica per tutti
al suono di un bum bum bum

Questo bisogna prenderlo semplice come viene!
Questo non è forse il miglior posto per poter ballare?
La strada è di tutti perché tutti ci danziamo
E non importa da dove proviene il tuo culetto
si muove come il mio al suono del bum bum bum

È una canzone del bum bum bum
Per essere uguali e diversi
Per essere diversamente uguali
Diversamente uguali in un bum bum bum

Il tuo peccato


Non lasciare che le tua braccia
Si sciolgano da me
Non sentire vergogna
Ognuno ha bisogno di qualcosa
Solo che ogni volta si chiama 
con un nome diverso.

Il silenzio genera incomprensione
L'incomprensione genera caos
non lasciare che la parola 
diventi peccato
rilassati ed esprimiti
Nessuno di noi ha bisogno 
di troppi silenzi.

Non lasciare che i tuoi occhi
diventino ciechi per paura
Tutti quanti hanno visto cose 
che non avrebbero voluto vedere
Ma non ti precludere 
ciò che di buono potresti vedere.

Il non volere vedere 
è come non voler conoscere
non conoscere ti fa sentire al sicuro
Non lasciarti tradire dai tuoi occhi
Apri gli occhi e osserva
poi decidi tu se guardare oltre 
o soffermarti con lo sguardo
Ancora un altro po'.

Non lasciare che le tue orecchie
diventino sorde perché alcuni suoni 
non ti piacciono 
Tutti hanno udito cose 
che non avrebbero voluto ascoltare
ma molti hanno ascoltato 
suoni incantevoli.

Il non volere ascoltare 
è come non voler comprendere
non comprendere ti fa rimanere solo
Non lasciarti rinchiudere da te stesso
Senti che bella musica e ascoltala
Poi decidi tu se cambiare canale 
o ascoltare musica
Ancora un altro po'.

Tutti quanti hanno bisogno di qualcosa
ogni cosa ha qualcosa di buono
Se solo imparassi a conoscerla
Poi decidi tu se la condividi oppure no
Ma datti un motivo che non sia
un "perché" solo perché diverso da te.

venerdì 1 novembre 2013

Pongo


Si nasce ciò che si é
Si può migliorare, peggiorare,
modellarsi un pochino alle esigenze del mondo
ma dentro, l'anima rimane della stessa materia.

Come il pongo nelle mani di un bambino
Se ci feriscono saremo un cane
Se ci liberiamo saremo un aquilone
Se piovono lacrime, ombrello 
Se nevica saremo un pupazzo
cambiamo forma e dimensione
Siamo pongo a secondo della situazione

Si diventa ciò che si subisce
Ci si può chiudere, ci si può difendere
le trasformazioni sono conseguenze di causa
Ma dentro noi stessi rimaniamo della stessa forma.

Come il pongo nelle mani di noi stessi
Se ci baciano saremo labbra
Se ci attaccano saremo scudo
Se ci trafiggono saremo una croce 
Se ci accarezzano saremo visi
Cambiamo forma e dimensione
Siamo pongo.





venerdì 25 ottobre 2013

Caramelle



Lei era piena di peccati e caramelle
Lui era quello che lo avrebbe capito dopo
Quando, una volta lasciatisi, avrebbe colto il senso della storia.
Ma intanto mangiavano caramelle.

Lei cercava un amore per dare un senso a se stessa
Lui si accontentava di amare un cartello a senso unico
Ma già sapeva che quella era la strada sbagliata
Ma intanto la caramella era dolce.

Lui si aspettava qualcosa che sapeva non sarebbe mai arrivato
Lei arrivava ogni giorno in un posto diverso
Non si sarebbero incontrati veramente nemmeno per sbaglio
Ma intanto le caramella era ancora dolce.

Amore, lei diceva, io vivo per te
Amore, lui diceva, io sono qui per te
Amore, lei diceva, io vivo di te
Amore, lui diceva, io sono parte di te


Lei credeva di sapere cosa significava amare
Lui era convinto che lei lo avrebbe capito col tempo
Anche se il tempo non era d'accordo con quella teoria
E intanto la caramella perdeva di gusto.

Lei avrebbe pagato per non rimanere sola ma non metteva impegno
Lui non aveva un soldo ma le avrebbe donato il suo cuore gratis
Ma entrambi avrebbero pagato a caro prezzo quel tipo di relazione
E intanto la caramella si faceva sempre più amara.

Lei aveva la presunzione di rimanere sotto la pioggia senza bagnarsi
Lui aveva un ombrello e la presunzione di potersi far bagnare dalla pioggia
Lei, lui e mai una volta "un loro" e l'ombrello era uno soltanto
Ma intanto la caramella cominciava a sgretolarsi in bocca.

Amore, lei diceva, io vivo per te
Amore, lui diceva, io sono qui per te
Amore, lei diceva, io vivo di te
Amore, lui diceva, io sono parte di te











lunedì 21 ottobre 2013

Specchi


Sono libera e prigioniera insieme
Libera di fatto, prigioniera di ciò che non so
Sono una stronza e una santa a seconda della situazione 
Prendo ciò che voglio se lo vorrò 

Sono mille pagine di pensieri
Sono mille sorrisi e mille risate
Sono il prodotto del mio ieri
Sono mille lacrime versate

Sono odio e sono amore
Non ti mettere contro di me
Posso farti conoscere il dolore 
O posso amare solo e soltanto te

Sono la puttana delle mie ambizioni
Sono contraddittoria sono coerente
Sono la figlia delle tentazioni
Sono riservata ma dentro impertinente 

Sono un puzzle di specchi 
Sono un gioco di parole
Sono piena di merda e sbagli
Solo allegrezza e capriole

Sono la spalla su cui piangere
Sono il tuo confessore 
Sono l'amica e l'amante presente
Sono espressioni e mancate parole

Sono nemica delle catene
Posso sostenerti nei tuoi riscatti
Posso alleviare le tue pene
Posso ascoltare senza mai giudicarti

Sono così
Va bene così
Io sono così
Mi amo così

venerdì 27 settembre 2013

Sei stato bravo a renderti libero?




La nostra volontà di combattere per la libertà è messa alla prova fin da bambini.
Tu? Sei stato bravo a renderti libero?

Quando nasciamo ci sono i genitori che ci suggeriscono cosa è bene e cosa è male, o almeno ci provano.
E' anche giusto che lo facciano quando non si ha la capacità di intendere e volere.
Ma comunque è una sorta di monopolio che subiamo.
Se tuo padre è juventino, spesso diventi juventino.
Se i tuoi genitori sono cattolici farai pure la cresima oltre la comunione.

È poi ci sono i giudizi.
Tutti pronti a scannerizzarti e tu devi stare attento a non farti manipolare la vita dalla paura del giudizio.
Se andrai male a scuola gli insegnanti penseranno che nella tua famiglia qualcosa non gira nel verso giusto.
Se avrai tutti 10 sarai considerato un secchione che non sa divertirsi, di quelli pallosi.
Se hai 5 ma ti comporti bene allora sei intelligente ma non ti applichi.
Nessuno ti chiede se vuoi fare religione. Lo fai e basta. Perché devi avere un credo Religioso. Un pastore da seguire. È soprattutto perché tutti gli altri lo fanno e i tuoi genitori non vorranno che ti considerino ateo o peggio ancora di un'altra religione.

Poi cominci a diventare grandicello e fare le prime uscite con gli amici.
Se i tuoi sono benestanti avrai sicuramente una compagnia di figli di papà nonché figli di amici del tuo papà.
Se tuo padre coma indirizzo ha avuto spesso quello di regina coeli allora quasi sicuramente non brinderai con caviale e champagne, almeno che non sia stato molto bravo a fare soldi prima di cambiare ubicazione civica e mi sbilancio a dire che sicuramente sarai un po' chiacchierato.

E comunque, in qualsiasi di queste situazioni famigliari ci troviamo sempre a dover dimostrare che noi non siamo il prolungamento di nessuno.

Al diavolo le chiacchiere. Al diavolo gli obblighi che ci vengono imposti. Al diavolo i luoghi comuni, i pensieri e i pagliacci.

Poi arriva il momento di votare e purtroppo cominci a capire qualcosa del mondo e di come gira.
Sei maggiorenne, credi che ora puoi fare tutto ciò che vuoi, libero da ogni imposizione, non fai in tempo a pensare che sei il "re di te stesso" e ti arriva la schede elettorale. Allora cominci da subito a nutrire i primi dubbi se sei veramente tu il padrone della tua esistenza.

E ti accorgi:

Che il Dio che ti hanno fatto studiare è il padrone del cielo.
Che i politici che ti propongono di votare sono i padroni della terra.
Che i tuoi, visto che non puoi permetterti di vivere da solo, sono ancora i padroni di casa.
Che le chiese sono fatte con i soldi dei poveri e le preghiere dei ricchi e ti accorgi che quel pastore Che ti avevano fatto conoscere a religione è molto più umano di quanto non credevi....

Poi arriva il momento della scelta. Università o lavoro?
Ma si dai...proviamoci.
A cosa ti iscrivi?
Un elenco incomprensibile di facoltà ti inonda la testa ma tu scegli quella che senti piu adatta a te.
E sbagli. E te ne accorgi solo quando stai scrivendo la tesi. Perché studiando impari tante di quelle cose che ti rendi conto di quanto siamo stati, siamo e saremo presi in giro. Che non siamo padroni di niente. Scopriamo che siamo liberi nello scegliere cosa fare, ma ci viene sempre in qualche modo impedito.

Impedito dalla società e il suo malpensare, dal governo e il suo malgestire, dalla chiesa e il suo rubare. Dalla mentalità della gente che continua a vivere nell'ignoranza. Che continua a credere che domani sarà meglio ma intanto non fa un cazzo per far sì che domani lo sia davvero.

E intano la gente diventa sempre più frustrata, insofferente e anche tu, che eri partito con le migliori intenzioni di poter cambiare nel tuo piccolo qualcosa di questo mondo; ti prendono per sfinimento, getti la spugna.
Segui la regola del mondo e tiri acqua al tuo mulino.
Scegli un lavoro in nero così lo hai assicurato. Oppure hai una testa da fisico nucleare ma devi andare a lavorare all'estero perché scopri che per merito qui non è mai stato assunto quasi nessuno.

Ma nonostante tutto ti senti libero.
Libero di scegliere.
Libero di pensare.
Di rivendicare i tuoi diritti.

Ma quanto ci sentiamo veramente liberi, e quanto lo siamo davvero?
Se ci sentiamo liberi nell'anima e nella testa, lo siamo veramente all'interno di una comunità? Di una società come questa?
Un conto è sentirsi liberi, un conto è esserlo veramnete.
Ma come disse qualcuno...basta il pensiero!

venerdì 20 settembre 2013

...tanto vale farlo subito!

La verità è la migliore nemica del dolore.
Per questo nessuno vorrebbe per amico un saggio quando si sta male per qualcosa.
Perché la verità nessuno la vuole mai ascoltare se non è quella in cui si spera.
È come buttare la benzina sul fuoco.

Ma la verità è anche la cura per il dolore
Prima ti dici come stanno le cose e prima le affronti.
Prima le affronti e prima le metabolizzi.
Prima le metabolizzi e prima te ne fai una ragione.
Prima te ne farai una ragione e prima guarisci.

...allora tanto vale avere per amico un saggio così salti tutti i preliminari e vai dritto al sodo! 

mercoledì 18 settembre 2013

Roulette russa

Ogni volta che ti guardi negli occhi
riesci a vedere ciò che sei?
Ogni volta che ti ascolti
avresti mai voglia di abbracciarti?

Forse il problema, forse, è proprio questo
Quando interagiamo con la gente
non partiamo mai da noi, 
ma da quello che cerchiamo negli altri.

Ogni volta che ami qualcuno,
lo fai perché ami "voi", o perché ne hai bisogno?
Ogni volta che cammini, sai dove vuoi andare, 
o cammini per non rimanere indietro?

Forse il problema, forse è proprio questo
Quando interagiamo con la gente 
non puntiamo su di noi, 
ma su ciò che ci aspettiamo dagli altri.

Se ti appoggi sempre sugli altri, se fai le cose non perche le senti ma perche ne hai bisogno, se speri sempre nel destino..
è come giocare alla roulette russa...prima o poi qualcuno 
finira per farsi male.


martedì 17 settembre 2013

Vivi l'incerto

Non ti bloccare per paura dell'incerto,
affrontalo sì con timore, ma anche con rispetto
e ti aiuterà ad avere più fiducia in te stesso.
Qualcosa ti porterà sempre.
Sta a te, poi, saperti vivere.

A tutti quelli che...


Stanno passando un periodo brutto e non sanno come uscirne
A tutti quelli che pensano troppo con la testa e ascoltano poco l'istinto
A tutti quelli che pensano di avere sempre ragione e non fanno mai autocritica
A tutti quelli che pensano di essere sempre nel torto quando il torto lo hanno subito loro
A tutti quelli che credono sempre nel domani
A tutti quelli che nel domani invece non credono più
A tutti quelli che parlano senza pensare e pensano senza ascoltarsi
A tutti quelli che credono di essere sbagliati e si precludono la possibilità di esser felici
A tutti quelli che camminano senza sapere dove andare ma continuano lo stesso senza paura
A tutti quelli che offendono gratuitamente
A tutti quelli che esprimono un pensiero con umiltà e moderazione
A tutti quelli che credono che il denaro possa comprare la stima di una persona
A tutti quelli che con un sorriso si comprano il mondo intero
A tutti quelli che vanno avanti senza voltarsi ma facendo tesoro del passato
A tutti quelli che guardano sempre indietro e a non riescono ad andare avanti
A tutti quelli che parlano alle spalle
A tutti quelli che parlano in faccia
A tutti quelli che prendono a "sassate" il "nemico" anche quando è a terra
A tutti quelli che riconoscono che il "nemico" ci ha fatto crescere più di quanto non pensiamo
A tutti quelli che sono vittime di discriminazioni
A tutti quelli che discriminano senza sapere
A tutti quelli che ascoltano senza giudicare
A tutti quelli che giudicano senza ascoltare
A tutti quelli che fanno di ogni erba un fascio
A tutti quelli che di un fascio ne hanno fatto una filosofia di vita

A tutti noi/voi.... Non smettete mai di imparare a vivere, perché siamo tutte vittime ma anche carnefici di noi stessi se non si ha rispetto di noi e umiltà.