mercoledì 23 ottobre 2013

Il museo delle cere



Quando urli riesco ancor meno ad ascoltare cosa hai da dire
e quando parli piano lo fai perché non vuoi essere capita 
io so che dentro parli una lingua che non conosci neanche tu
ma che vorresti fosse compresa per condividere cosa senti.
Per liberare quello che sei e che hai paura essere.

Quando guardi non riesci a vedere cosa hai davanti
e quando vedi non vuoi osservarlo a fondo come dovresti
Io so che i tuoi occhi vedono solo cose che vogliono vedere
ma non osservano mai la verità perché non sono pronti.
Perché la verità fa male e se la guardi fa male più forte.

Sabato mattina, o domenica pomeriggio,
Quando crederai opportuno e non avrai nulla da perdere
puoi sempre chiamarmi e ti farò vedere ciò che sei
Presto o tardi la vita tornerà a bussare alla tua porta
È ti dirà chi sei.
Come un fiume in piena, la natura 
che si riprende spazi che l'uomo gli ha rubato.

Quando sei nel posto dove non avresti mai voluto essere
ma ci rimani perché quel posto è sicuro e normale
Io so che te ne vorresti andare ma non osi farlo
perché finché rimani lì non avrai nulla da temere.
Perché nessuno avrà nulla da dire sul tuo conto.

Quando parli di cose di cui non hai mai sentito parlare
solo per compiacere la gente e salvare le apparenze
Ti senti che hai la coda di paglia e quindi menti più forte
perché chi mente si protegge sempre e non perde niente.
Perché se menti nessuno capirà mai chi sei veramente.

Venerdi mattina, o lunedì pomeriggio
Quando sarai stanca di mentirti e sentirti finta
puoi sempre chiamarmi e ti farò ascoltare ciò che sei
Presto o tardi la maschera che hai in viso si scioglierà
quando uscirai dal museo delle cere
E con crudele violenza
lo farà mentre ti guarderai allo specchio
magari, una domenica mattina.






Nessun commento:

Posta un commento

Cosa ne pensi?