venerdì 25 ottobre 2013

Il teatro delle marionette



Come un pupazzo con la testa di legno e il cuore di pezza
decorato con materiale pregiato, elegante vestito
il tuo volto è porcellana e spettacolare apparenza
per la cultura generale ben costruito.

Tu lì, legato mani, piedi e la testa pronto a recitare
si apre il sipario la gente applaude la tua comparsa
in piedi sul palco, tu pronto a farti manovrare
con fili invisibili da chi dirige la tua farsa.

Se ti tagliassero quei fili che ti tengono eretto
che ti fanno muovere, danzare, e marciare
saresti capace di camminare da solo, senza restare afflitto
dall’abitudine che ti priva del coraggio di provare?

Marionetta del mondo e nel mondo dei luoghi comuni
ti muovi legato da chi è legato come te
marionette e marionettisti nella stessa scena immuni
da diritti, libertà e parole, tu come loro, loro come me.

Cala il sipario la commedia è finita anche stasera
tu saluti, la gente applaude si alza e se ne va
ignari di aver visto ciò che sono anche loro
marionette come te che vivono di manovrate verità.

Il marionettista ti ripone con cura in uno scaffale
tu sei la sua vita, senza di te lui non potrebbe guadagnare
spegne le luci ed esce dalla porta sul retro per non essere notato
da chi, come lui con te, lo tiene in pungo, lo tiene legato.

Il teatro delle marionette al di fuori di quel palco
è il teatro della vita, il teatro delle comparse
tutti spettatori e recitanti nello stesso costume
tutti affluenti che sfociano nello stesso medesimo fiume.

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